Adolescenza

Mi piace pensare a questo periodo come il momento in cui gli adolescenti cominciano ad incastrare le tessere del puzzle della propria vita, raccolte negli anni dell’infanzia e dello sviluppo e custodite nelle proprie tasche, in attesa di essere svelate e messe in connessione le une con le altre.
Le singole tessere del puzzle sono i frammenti di un’identità che comincia a strutturarsi, a prendere forma, a delinearsi. Questo difficile lavoro può portare confusione, timore del giudizio, paura di sbagliare e desiderio di mettersi in gioco.
La forza delle sensazioni e delle emozioni è così intensa da configurarsi come nutriente per la crescita; tuttavia i ragazzi possono non disporre ancora delle risorse e degli strumenti necessari per gestire queste esperienze.

Ciò che comunemente gli adolescenti sperimentano è proprio l’incapacità di stare con queste emozioni e cercar loro un senso di esistere, che si traduce in un passaggio immediato dal sentire le emozioni, al comportamento manifesto, che a volte si configura come istintuale e pericoloso, mettendo a rischio l’incolumità dell’adolescente stesso.

L’adolescenza è quel delicato momento in cui l’individuo si sente tra due fuochi: da una parte il senso di appartenenza alla propria famiglia – un luogo sicuro e conosciuto –, dall’altra il senso di indipendenza e autonomia che comincia a strutturarsi e che si configura come grande motivazione ad esplorare il mondo circostante: un mondo nuovo, sconosciuto e potenzialmente pericoloso, ma che contiene in sé i semi della propria crescita.
Gli adolescenti hanno bisogno di sentirsi compresi nella propria sofferenza, accolti nelle loro paure e sostenuti nel cammino verso la costruzione della propria identità.
In una società in cui si è costantemente bombardati da richieste di perfezione e in cui si fa spesso esperienza del fallimento e della sensazione di non essere abbastanza, gli adolescenti necessitano di figure stabili che, con la loro presenza, li rassicurino nel passaggio all’età adulta e li sostengano nell’affrontare gli importanti cambiamenti – fisici e psicologici – caratteristici di questa fase.

In particolare, le difficoltà che più spesso possono manifestarsi in adolescenza sono:

Bassa autostima
Isolamento sociale
Dispersione scolastica
Difficoltà nella gestione delle emozioni
Deflessione del tono dell’umore
Ansia e attacchi di panico
Comportamenti a rischio
Crisi e dubbi circa il proprio futuro e la strada da seguire

Domande frequenti

Come prendere un appuntamento?

Per prendere un appuntamento è possibile contattarmi telefonicamente: a seguito di un breve colloquio conoscitivo in cuoi puoi spiegarmi la tua problematica o difficoltà, concorderemo insieme un giorno e un orario per il nostro primo incontro.

Nel caso non riuscissi a contattarmi in questo modo, puoi tranquillamente lasciarmi un messaggio su whatsapp e ti richiamerò nel più breve tempo possibile.

È possibile organizzare delle sedute online?

Certamente! Le modalità con cui saranno svolti gli incontri verranno discusse e condivise durante il primo contatto telefonico, in base alle preferenze ed esigenze di entrambi.

Il primo colloquio è a pagamento?
Sì, il primo colloquio è a pagamento.
Quanto costa/dura una seduta?

I costi e la durata dei colloqui dipendono da alcuni fattori:

  • Per un colloquio individuale, è prevista una tariffa di € 50.00 ed una durata di circa 45/50 minuti.
  • Per un colloquio di coppia o familiare, è prevista una tariffa di € 70.00 ed una durata di circa 60 minuti.

N.B. Le sedute online prevedono la stessa tariffa di quelle in presenza.

Cosa succede nel primo incontro?

Il primo colloquio è fondamentale per conoscerci, per inquadrare la problematica e per raccogliere informazioni utili per il percorso. Durante il primo incontro verranno fornite le informazioni riguardanti la relazione e il trattamento dei dati personali, attraverso la lettura congiunta del consenso informato.

Solitamente, i primi 4/5 colloqui sono preliminari al lavoro che andremo a fare insieme: dopo questi incontri, sarà possibile concordare l’inizio del percorso con la definizione degli obiettivi da raggiungere.

Che succede se salto una seduta?

Come esplicitato anche nel consenso informato che vedremo insieme durante il nostro primo incontro, è possibile disdire ciascun appuntamento senza alcun problema, purché sia comunicato entro le 24 ore precedenti l’appuntamento stesso.

In caso di mancato avviso, sarà richiesto un importo pari alla metà del compenso pattuito, cioè di € 25,00 nel caso di colloquio individuale e di € 35,00 nel caso di colloquio di coppia o familiare.

Nei casi in cui sia stato impossibile disdire l’appuntamento entro le 24 ore precedenti e siano disponibili documenti a dimostrazione del fatto, saranno tollerate anche disdette con preavviso inferiore alle 24 ore precedenti l’appuntamento.

Qual è la cadenza degli incontri?

L’obiettivo è quello di concordare una cadenza che sia commisurata alle esigenze di vita del paziente e alle esigenze del percorso.

Per questo motivo, discuteremo insieme della possibilità di sedute settimanali o bimestrali, tenuto conto che – nella maggior parte dei casi – per i colloqui individuali ci si incontra una volta a settimana, mentre per quelli di coppia una volta ogni due settimane compatibilmente con gli impegni di tutti i partecipanti.
Questa non è tuttavia una regola rigida: l’importante è cercare un equilibrio tra la comodità e la serenità da una parte, e l’impegno e la costanza dall’altra, necessari per intraprendere questo percorso.

Quanto durerà il nostro lavoro insieme?

Non è possibile definire dai primi colloqui la durata esatta del nostro percorso insieme.
Durante i nostri incontri faremo spesso un resoconto della situazione, per cercare di comprendere dove siamo e dove vogliamo arrivare.
Questi piccoli “check” lungo il percorso ci aiuteranno a comprendere la necessità di passare altro tempo insieme o la possibilità di cominciare a pensare ad una chiusura del nostro lavoro.

È possibile interrompere il percorso?

In qualsiasi momento il paziente potrà comunicare la volontà di interrompere il percorso; così come anche io mi riservo la possibilità di sospendere temporaneamente o definitivamente gli incontri per necessità e/o grave impedimento personale, indicando eventualmente alla persona assistita altri professionisti a cui poter fare riferimento.

Come si organizza un colloquio con un minore?

Per poter incontrare un minore è necessario che vi sia il consenso scritto di entrambi i genitori, per cui prima di incontrarlo sarà importante organizzare una seduta con la coppia genitoriale, così da poter avere un iniziale confronto e conoscenza.
L’appuntamento con il minore potrà essere fissato solo dopo aver ricevuto il consenso informato debitamente compilato e firmato da entrambi i genitori.

Nel caso di bambini e pre-adolescenti ritengo essenziale nel percorso anche il coinvolgimento dei genitori stessi, per cui saranno previsti degli incontri periodici in cui discutere dei progressi del figlio. Nel caso di adolescenti e giovani adulti questi incontri verranno concordati anche coinvolgendo la volontà del/della ragazzo/a.